IN VIAGGIO CON  FRAMCHI………..

 

E’ successo tutto come in un sogno…Ero gettata nella solita routine, stressata dal lavoro…,quando il 27 aprile convinta di trascorrere il 1 maggio a casa di un’amica a Castiglione della Pescaia, anche se sentivo l’urgenza di andarci con Aysha,  la mia amica di avventure. Sì, lei è l’unica delle mie amiche che ama i viaggi ma soprattutto l’avventura. Io dal canto mio visto che sono un poeta, ho bisogno di cercare dentro me delle spinte che mi facciano esplodere e capire dove posso arrivare, quali limiti riesco a raggiungere. Perciò propongo alla mia amica di aggregarsi ma lei tranquillamente mi dice che si imbarca per quattro giorni in Corsica, io li per lì rimango male ma poi capisco… , eppure sentivo dentro di me che non sarei andata da nessuna parte senza di lei, così passo da casa a salutarla per il suo viaggio. Ed ecco come nella favola di Pinocchio quando incontra Lucignolo e lo invita a seguirlo nel paese dei Balocchi, mi dice tranquillamente: - Dai Eli, vieni con me, sai adesso devo partire da me, faccio bene, faccio male.., dai vieni!- Io rimango perplessa ma la mia faccia esprimeva una voglia matta di seguirla. Così è bastata una telefonata al nostro capitano Luca per cambiare quattro giorni della mia vita… Il ragazzo che aveva deciso il viaggio doveva organizzare l’equipaggio, nella barca erano già in otto persone con la mia amica, io sarei stata la nona. L’O.K. fu dato incredibilmente mi sentii piena di entusiasmo ed incoscienza dovuta dal fatto che doveva mollare dalla sera alla mattina il lavoro ed altri impegni che avevo in quei giorni. Presa l’auto, fatta la borsa puntiamo a Punta Ala, conosciamo Luca il nostro Skipper, una persona sensibile che sa il fatto suo, un uomo a mio avviso che vede lontano. Massimo chiamato affettuosamente l’ammiraglio, un uomo tutto d’un pezzo e responsabile, fisicamente se qualcuno lo ritraesse sembrerebbe davvero un appartenente ad una famiglia lord della marina inglese. Andrea, un altro Skipper come Massimo e Luca, un uomo dolce, un bello sguardo; il resto dell’equipaggio appena imbarcate sulla nostra Fremchi, la barca che ci ha fatto trasvolare o meglio trasnavigare fino in Corsica terra silenziosa, quasi una terra del fuoco ai tempi del nostro Colombo.. Stavo dicendo che i nostri compagni di viaggio, Virginia una giovane avvocatessa rampante, Luca “2”, l’ingegnere che ha nel cuore il mare ed il coraggio di non mollare mai. Fabio, un dottore dal fascino elegante che la vita ha premiato per la sua generosità, Andrea, un pezzo di pane baciato dall’intelligenza, Walter e Sabrina una giovane coppia piena di sogni.

I TAPPA: Punta Ala – Marciana Marina

Partenza ore 24 di notte, ho resistito fino alle una di notte sul ponte di Framchi, (chiamata così per i nomi delle tre figlie dei proprietari della barca: Francesca, Emanuela e Chiara) vado nella mia cabina stanca ma eccitata per la giornata appena trascorsa, iniziata con la malinconia nel cuore e finita accarezzata dalla luna e dalle stelle del cielo di Toscana, oltretutto accompagnata da persone umbre come era mio padre che adesso è tra i piloti del cielo, lui mi ha portato fin qui, ne sono certa, il suo Spirito è in mezzo a noi, lo ha fatto per farmi condividere l’amore per il viaggio, per il volo, la curiosità e l’avventura; il piacere di conoscere nuove persone per conservare un pezzetto del loro piccolo ma grande mondo.


 

 

Nonostante il rumore incessante del motore di Framchi, riesco a dormire, pensate riesco a sognare: sogno una musica assordante ah, ora capisco per il rumore del motore che mi ossessionava.. Siamo salpati al porto alle 5 di mattina dopo aver aspettato le altre imbarcazioni: Stella Polare, guidata dall’ammiraglio Massimo e da una ciurma di marinai che incantati dall’autorità del loro maestro e guida spirituale sono i cavalieri marini della bella Eleonora, la compagna di Marco, il guardiano del faro dell’isola che non c’è che nei ritagli di tempo cavalca le onde del mare. Big Mama comandata dal grande Marco, una persona dalla flemma inglese che nasconde dentro di sé un grande cuore come il nome della barca che pilota: BIG, la Letoy, non ricordo il nome giusto e non per indifferenza ma per la mia poca memoria, guidata da Bruno, uomo ansioso a detta dei più ma  incredibilmente preciso e  a mio avviso misterioso come la notte….Notte profonda..

II TAPPA : Marciana Marina – Macinaggio

Sabato 28 ci svegliamo alle 8.30 e ci dirigiamo al primo porto della Corsica: Macinaggio, una cittadina che si trova sul dito della Corsica. Arriviamo in tarda mattinata dopo aver lasciato la luminosa isola d’Elba, e aver navigato come non mai le onde del mar Tirreno con una navigazione tranquilla “trasvolando” come nella prima notte le stelle, la luna che stavano dormendo baciati da un sole accecante. Andiamo con le vele spiegate e poi proseguiamo accendendo il motore, seguiamo come tante lumachine la rotta segnata e ci dirigiamo dietro il nostro ammiraglio. I delfini ci rincorrono con la loro frenesia di farsi spingere dalle onde della barca, siamo al settimo cielo per averli incontrati, sono tre, li chiamiamo, li fotografiamo, il nostro viaggio è iniziato! Il mio equipaggio è giovane e dinamico, hanno tutti la patente nautica e si conoscono perché hanno seguito il corso, io ed Aysha li osserviamo, interagiamo con loro e captiamo il loro linguaggio marinaresco: - Alza la randa, tira il fiocco, cazza!, orza tutto…-, un linguaggio per me nuovo ma curioso che ti mette subito in contatto con il mare, veleggiando, oscilliamo, culliamo le nostre paure e le nostre speranze.. ore 18.30 Arrivo a Macinaggio.

III TAPPA: Macinaggio – S.Florient  

In serata io ed Aysha arriviamo a Macinaggio, decidiamo di cenare in barca e questo non perché amiamo stare per conto nostro ma perché volevamo assaporare fino in fondo vivere in barca condividendo pertanto anche le azioni quotidiane come farci da mangiare, avvertito Luca il nostro Capitano anche lui quella sera rimarrà con noi, tranquillo della nostra scelta perché erano già diverse sere che usciva a cena fuori. Nel frattempo gli altri si preparano per la cena fuori, io ed Aysha andiamo a farci un giro per il paese, una cittadina sonnacchiosa, dove le persone per lo più commercianti, parlano anche l’italiano, compriamo una baguette, convinte  che sia speciale come quelle che fanno a Parigi, in realtà è uguale a quella che si trova in Italia, nei nostri supermercati, un po’ gommosa.., continuiamo la nostra passeggiata, entriamo a comprare le cartoline per mandarle ai nostri amici per renderli partecipi della nostra gioia, di trovarci lì in quel momento. Ci addentriamo tra le stradine del paese e lo vediamo un po’ abbandonato a se stesso, dopo di che decidiamo di mangiucchiarci quel pezzo di pane, (buffa la situazione eh?, avevamo mangiato tutto il giorno in barca, ma avevamo ancora fame..)


 

parlando del più e del meno e ridendo come matte pensando se qualcuno ci avesse visto, avrebbe pensato che eravamo al verde per mangiarci solo un pezzo di pane.

All’ora di cena arrivate in barca troviamo il nostro capitano Luca che ci stava aspettando, iniziamo così ad organizzarci per la cena, quando pensiamo, visto che parte dell’equipaggio di Stella Polare è sulla barca, di unirci a loro cenando tutti insieme. Decidiamo così che Stella Polare preparerà la cena e noi avendo la barca più grande li ospitiamo. Io ed Aysha nel frattempo prepariamo una bella frittata, dopo un po’ si presentano Mauro o meglio conosciuto come il sosia di Brosio, per la sua notevole somiglianza con l’attore anche se è molto meglio di lui, Andrea, Marco con Eleonora e gli altri ragazzi tutti simpatici, specialmente Fabrizio un loro amico di Arezzo che fa gaffe su tutto, scambiando i nomi delle persone. Iniziamo a cenare con un buon primo, fusilli al tartufo fatto dai ragazzi, tra un bicchiere di vino e l’altro ci scambiamo qualche battuta trascorrendo la serata come si suol dire “a tarallucci e vino”, una di quelle serate in cui persone che non si conoscono riescono a comunicare di più e ad essere spontanei. Non vi dico le risate che abbiamo fatto, ognuno era nel suo piccolo spazio di mondo che aveva lasciato a casa ma che ogni tanto a sprazzi schizzava fuori o legato alla moglie, ai figli o semplicemente storie passate accadute in gruppo che come sappiamo tutti, tra uomini è tutto un doppio senso e uno spasso. Non vi dico le risate che ci siamo fatte quella sera..

Pensate che alla fine della serata ritornati anche il resto della compagnia, andammo tutti a festeggiare sulla barca di Bruno, il suo compleanno, con tanto di spumante e canzoncina di auguri, che atmosfera magica, se pensate che su una barca saremo stati quaranta persone per lo più sconosciute che erano tutti presenti a festeggiare Bruno che nemmeno si aspettava una tale sorpresa!

Questa è la vita, l’inaspettato nella vita, ognuno ha delle occasioni nella propria vita che da un giorno all’altro capitano, sta a noi afferrarle e cogliere il momento adatto per trovare un buon motivo e condividere il nostro amore per gli altri e per la vita. Quante volte ho pensato di stare con le persone in difficoltà proprio per capire meglio la fortuna che ho avuto, una vita fatta di tante piccole cose ma per me importanti, come ad esempio quest’ultima esperienza di veleggiare tra terra e cielo. Buonanotte…

IV TAPPA: Macinaggio – S.Florient

Domenica 29 belle fresche come rose e dopo aver fatto una super colazione con brioches comprate dal nostro Luca II l’ingegnere della dinastia degli Skipper più gettonati dalle teenagers del Lazio visto che adesso sta lavorando a Roma, procediamo a vela spiegata (dal momento che c’era vento a Macinaggio) lanciando una sfida ai nostri compagni delle altre barche, l’arrivo era ad una punta a metà dell’arrivo a S.Florient ma purtroppo per l’assenza di vento incontrata dopo, abbiamo dovuto sospendere la sfida pur essendo


 

secondi dopo Stella Polare, “il nostro ammiraglio, la nostra guida, la nostra luce.”Quella mattina eravamo partiti tutti coperti per il gran vento e la minaccia della pioggia, dopo aver fatto varie volte bolina e non vi dico il mio divertimento a stare in barca tutta da una parte, mi sembrava di calcare le onde con la mitica “Luna Rossa”, improvvisamente il vento è calato così abbiamo dovuto accendere il motore ed interrompere la gara. Altrimenti a S.Florient saremo arrivati alla sera…In questo giorno ho osato un po’ troppo, infatti dopo essersi allontanati da Macinaggio il cielo si è aperto così ho voluto bagnarmi nel bellissimo e freddo mare della Corsica e come non bastasse ho fatto la doccetta fredda sulla barca, bagnandomi la testa, avevo voglia di sole e di estate, fatto sta che all’indomani mi sono beccata un forte raffreddore e la febbre a 38° che meno male mi è durata un giorno.. Aysha ha fatto il bagno dopo aver girovagato con il canotto a remi nella rada dove ci eravamo fermati, ma lei chi l’ammazza è una roccia…Arrivati a S.Florient  ci prepariamo per la cena in barca e stavolta cuciniamo noi. L’arrivo nella magica S.Florient mi riporta alla memoria un sogno che avevo fatto qualche settimana prima, quando mi trovavo in una località di mare esattamente come questa, con casette colorate e abitavo in una barca che era una casa galleggiante e con me c’era anche Aysha, incredibile no? Il sogno si era avverato, quella sera uscimmo per ammirare il porticciolo, ci fermiamo in qualche negozietto, io compro qualche maglietta della Corsica, poi strada facendo incontriamo i ragazzi della Stella Polare, scambiamo con loro qualche parola e qualche risata, poi proseguiamo fino al Belvedere di S.Florient. Da lassù vediamo un panorama mozzafiato di tutta l’insenatura del porto ed oltre, la parte della cittadella vecchia fa da cornice all’insenatura, io ed Aysha entusiaste di tanta bellezza ci scattiamo le foto..

Dopo aver cenato insieme allegramente sulla barca e bevuto qualche goccetto di vino, decidiamo di andare a spasso per S.Florient, bello perché ci dividiamo in gruppetti come nelle migliori classi che si rispettano ognuno con le proprie simpatie acquisite nei giorni appena trascorsi e ormai giunti al termine, questo per dimostrare che la socializzazione è più importante di ogni altra cosa.

V TAPPA S.FLORIENT – CAPRAIA:

Dopo aver trascorso una notte serena la mattina dopo aver fatto la nostra abbondante colazione come al solito a brioches, la giornata non si presentava bene visto che piovigginava, andammo a fare la spesa, io ed Andrea, dopo di che abbiamo cucinato un risotto agli asparagi cucinato dal nostro secondo Luca, un cuoco provetto eccezionale. Quel giorno mi sono offerta io ad aiutare Luca a cucinare, visto che sia lui che Virginia erano sempre loro a cucinare per noi. La loro amicizia vista dall’esterno è troppo buffa perché si vogliono bene ma sono come cane e gatto, la serietà nello svolgere i compiti di Luca, non permette a nessuno di fare delle stupidaggini anche se umane, mentre la dolce Virginia qualche volta prende delle cantonate dovute alla sua distrazione; io mi divertivo ad osservarli da fuori e mi divertivo quando Luca stizzito ad una frase o un’azione di


 

Virginia rispondeva con un: “Ssss..”categorico. Partiti con un vento favorevole da S.Florient, pensavamo di andare con la vela fino in Capraia, invece a metà del viaggio dopo aver acceso i motori si ci siamo diretti velocemente in Capraia. Arrivati a Capraia, la giornata stava finendo, la luce era bellissima, l’isola che ci siamo trovati davanti era tutta verde e con pareti di roccia rossastra, nel porticciolo dove abbiamo attraccato, vi era una vivacità ed un colore  tipico italiano. Siamo scesi tutti dalla barca per andare a visitare l’isola, io ed Aysha siamo state per un bel po’ con sua zia Rossana, una bellissima donna dall’aspetto mediterraneo, è napoletana ma è sposata con un umbro perciò abitano a Perugia, mi hanno colpito perché si amano ancora come quando si sono conosciuti, tra di loro c’è molta complicità. Abbiamo camminato con lei e con gli altri nostri compagni fino al castello da dove possiamo ammirare una bella vista panoramica, al ritorno ho lasciato da sole Aysha e sua zia e sono rimasta con Virginia abbiamo parlato un po’ di noi, della nostra vita a Pisa e a Perugia, abbiamo letto con curiosità tutte le notizie sul parco naturale dell’isola, le sue piante, gli animali, l’habitat. Avendo comprato del buon vino i nostri compagni si accingevano ad una super cena nella nostra Framchi, peccato che io stavo malissimo avevo una febbre che mi indeboliva eppure nonostante ciò avevo una gran voglia di parlare e di divertirmi, forse perché era l’ultima sera che si mangiava tutti insieme, l’indomani avremo fatto rientro a casa… La mattina dopo è stata la più bella di tutte per me, perché dopo la sera prima a cena avevamo per la prima volta, (ed io pur febbricitante) parlato di noi in maniera diretta e spontanea, in questo modo ci siamo messi a nudo con le nostre speranze, convinzioni specialmente tra Fabio, me e Virginia, Luca II abbiamo esposto animatamente le nostre idee sul lavoro, sulla politica tanto da far allontanare Aysha e Capitano Luca perché stufi di sentire i nostri seriosi discorsi. Usciti poi tutti fuori i restanti gruppi delle barche vicine con il portatile di Luca Skipper si misero a vedere un dvd “Vacanze di Natale a New York” con C.De Sica, e come per magia pur non essendo al top della forma, ho iniziato a scrivere questo mio resoconto sul mio primo viaggio in barca a vela.


 

VI TAPPA: CAPRAIA – PUNTA ALA

Stavo dicendo che il giorno dopo nel nostro viaggio verso Punta Ala eravamo persone in sintonia tra noi ed il mare, al musica ci trasportava nel viaggio della nostra memoria, procediamo sempre con il motore fino ad una sosta all’Elba per poi procedere fino a Punta Ala. Giornata piena di sole, un bel 1 maggio, il capitano Luca ci ha scattato molte foto che adesso sono su internet, la natura ci abbracciava dolcemente, dolcemente è terminato il nostro viaggio di avventura, con la speranza di rivederci per un altro meraviglioso viaggio. Ore 19.00 arriviamo a Punta Ala, stanchi, malinconici ma pieni di voglia di raccontare questo bel viaggio e di ritrovarci più presto possibile per non perderci, per scambiarci la nostra passione per la vela e per il viaggio. A presto… Elisabetta